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Perseveranza. Ovvero, della pigrizia e di come sconfiggerla.

Chi ha visto The Founder, la storia di Ray Kroc e di come è stato fondato l’impero di McDonald’s, si ricorda di certo la frase che apre e chiude il film:

Niente nel mondo può sostituire la perseveranza. Non il talento: non c’è nulla di più comune di uomini di talento privi di successo. Non il genio: il genio non riconosciuto è un luogo comune. Solo la perseveranza e la determinazione possono tutto.

La perseveranza.

Ne parlano tutti come la pietra filosofale del marketing. Quella cosa che per certo ti porterà al successo. Devi solo crederci. Rialzarti quando cadi, pulirti dalla polvere e ricominciare. Finché non ci riuscirai. Perché è certo che tu riuscirai. Devi solo perseverare.

 

Seh. Ok. Chiarissimo.

Ho solo un piccolo problema: sono pigra. Estremamente, dannatamente pigra.

Quindi? Sono destinata ad eterni fallimenti? Posso avere idee geniali che non mi frutteranno mai quanto dovrebbero perché non sono abbastanza perseverante?

E poi, permettetemi un altro dubbio: quante volte devo prendermi delle porte in faccia per capire che no, forse quella non è la strada giusta?

Perché, ecco, ci sarebbe anche questo problema di valutazione. Fino a che punto ci devo riprovare prima di essere certo che è meglio tentare una nuova strategia e passare al piano B?

Quante volte devo ritentare e perseverare? Esiste una branca della numerologia che lo spiega?  Una volta è sufficiente? O forse tre, come i re magi ? Oppure almeno 7, che è il numero perfetto?

Perseverare è l’unica via per il successo. Ce lo diceva il caro Steve Jobs, ce lo racconta oggi Jack Ma, degno erede della filosofia jobsiana nonché fondatore di Alibaba. Lui che ha tentato 10 volte di entrare ad Harvard, l’unico rifiutato su 24 candidati per lavorare in un fast food, lui che ha creato un impero partendo dal salotto di casa sua (e avendo contro il governo cinese, robina da nulla).

Tutti quelli che hanno avuto successo ci parlano dei loro fallimenti. Perché pare che anche loro, prima di diventare dei giganti, abbiano fatto parecchi errori. Come me, come te, come chiunque.

Insomma, alla fine mi hanno convinto!

Ho deciso di combattere la mia pigrizia cronica e perseverare, sperando che la strada del successo (ma mi accontenterei della sopravvivenza agli F24) non mi metta contro il governo cinese!

 

Qui ci sono i miei 4 consigli su come perseverare quando la pigrizia, le tasse e lo sconforto prendono il sopravvento.

  1. Non rimanere solo

Crea un team che ti possa supportare. Se non ti puoi permettere di assumere un collaboratore, chiedi ad amici e conoscenti di aiutarti in piccole cose. Avere qualcuno con cui confrontarsi è importantissimo:  se sei da solo è molto più facile perdersi per strada e lasciare andare tutto in vacca. Se devi rendere conto a qualcun altro, anche solo per piccole scadenze e incombenze quotidiane, è più facile portare a termine il lavoro. Per esempio, per stabilire una scadenza sullo scrivere un articolo, chiedi a un tuo amico di rileggerlo quando l’avrai completato in una certa data. Così ti crei una deadline che non vale solo per te, ma che coinvolge anche qualcun altro.

 

 

  1. Sfòrzati

Lo so che il divano è uno dei posti più confortevoli del mondo. Che è facile distrarsi se devi lavorare su Facebook. Che sarebbe bellissimo mandare al diavolo i clienti arroganti. Che rotolarsi nel letto fino a tardi è molto meglio che alzarsi ed affrontare il mondo. Ma so anche che tutte queste cose ti danneggeranno.

Quindi? sfòrzati. È banale? Forse. Ma i concetti più semplici sono spesso i più efficaci.

Sprona te stesso a fare la cosa più difficile, esci dalla zona di comfort e fai uno sforzo per migliorare te stesso. La gratificazione successiva sarà molto meglio del rimorso di aver ceduto alla pigrizia.

 

 

  1. Usa le to do list e sistemi di controllo e misurazione delle tue performance

Ho iniziato ad usare Asana. L’avevo scoperto un paio di anni fa ma per pigrizia (strano, eh?) l’avevo abbandonato a causa dell’uso poco intuitivo. Ora ho iniziato ad usarlo e nel giro di poco sono diventata completamente drogata. E ho capito perché: non è solo merito delle comode funzionalità di condivisione. Quelle le puoi trovare in molte altre applicazioni simili.

Asana ti ricorda al mattino gli impegni della giornata, si congratula con te quando completi i task più importanti ma, soprattutto, crea delle dashboard in cui ti fa vedere i progressi dei tuoi progetti. Una linea di “cose fatte” che insegue una linea di “cose da fare”. E tu cerchi di farle combaciare sempre. Sempre. SEMPRE!

Raggiungere i tuoi obiettivi ti fa sentire meglio (dopamine, grazie di esistere!) e più ne ottieni e più ne vuoi. Questo circolo virtuoso ti stimola a lavorare in maniera più proficua e contrasta efficacemente la pigrizia.

 

 

  1. Resta aperto al confronto e cerca le critiche

Ché va bene perseverare. Ma perseverare nell’errore resta pur sempre diabolico. Il confronto con gli altri, l’osservazione attenta e l’analisi oggettiva ti aiutano a capire quali sono i punti in cui stai sbagliando qualche cosa. E le critiche, anche le più aspre e dure, sono quelle che ti indicano la soluzione. Alle volte esplicitamente, altre tra le righe. Ma sono pur sempre un apporto validissimo, se lo sai leggere nel modo giusto. La permalosità lasciala a qualcun altro.

Concludo usando ancora le parole di Ray Kroc, personaggio inquietante ma indiscutibilmente geniale a modo suo. E sottolineo che lui, il suo impero, ha iniziato a costruirlo a 52 anni:

So che vi state chiedendo: Come diavolo fa un uomo di cinquantadue anni, al tramonto, rappresentante di macchine per frappè, a fondare un impero del fast food con milleseicento ristoranti in cinquanta stati, cinque paesi stranieri e un’entrata annuale che viaggia intorno ai settecento milioni di dollari?” Una parola: perseveranza.

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