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Il piano B, quello che ti porta a destinazione

C’è una mostra a Milano molto interessante, sulle missioni nello spazio della NASA. Ci ho portato il fidanzato ingegnere che smania per shuttle, ogive e lanci spaziali. Io invece sono quella che ha confuso il film Apollo 13 con Armageddon (sì, lo so, ma ho la scusa perfetta: sono bionda). Comunque mi sono lasciata affascinare dalla grande avventura e dall’ingegno umano.

Curiosando tra le varie console di comando, tute spaziali e fuoristrada per passeggiate lunari, mi sono accorta di una cosa: tutti – ma proprio TUTTI – gli strumenti e gli attrezzi prevedevano un piano B.

Non c’era leva, motore, pezzo d’abbigliamento, macchinetta, aggeggio insulso che non avesse un comando d’emergenza. E in effetti, quando sei nello spazio, puoi fare affidamento solo su te stesso e le poche cose che hai a disposizione lì, in quel momento.

Il piano B in quel caso è questione di sopravvivenza. Non proprio un aspetto trascurabile. Suppongo che a Houston dedichino la stessa attenzione alle soluzioni d’emergenza che ai flussi normali. Mi piace immaginare un pull di esperti dedicati ai soli sistemi d’emergenza: i professionisti del piano B!

image via Pixabay

Il piano B è quella soluzione che ti tieni pronta in tasca nel caso le cose non vadano come previsto.

Ho capito con gli anni l’importanza di quel consiglio un po’ ansiogeno di mio papà: tieniti sempre un’uscita d’emergenza pronta all’uso, non sai mai cosa ti possa capitare nella vita.

 

[Beh, sì…in effetti lui è anche quello che mi ha insegnato a guidare dicendomi: dietro la curva e dentro la galleria c’è sempre un incidente. Ansia a manetta, capisco. Ma il metodo è efficace. Ancora oggi quando ho la visibilità limitata mi viene in mente che potrebbe esserci un pericolo maggiore e aumento il livello d’attenzione. Classico esempio di ancoraggio in PNL.

Ma sto perdendo il filo…Torniamo al piano B e alla sua importanza strategica. ]

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Una soluzione alternativa in caso le cose non vadano come previsto, ti aiuta a vivere più serenamente anche il piano A. Ti senti libero di osare maggiormente, di correre il rischio, di tentarle proprio tutte!

Tanto, mal che vada, avrai il piano B a disposizione.

 

Un altro vantaggio per cui vale la pena prepararsi prima: nel momento in cui ti accadono degli imprevisti, non sempre hai la lucidità e la prontezza per affrontarli. Avere una soluzione già pronta a portata di mano semplifica, di molto, la vita.

Attenzione: non sto dicendo che il piano B ti debba distrarre dal piano A o debba essere una facile scusa a cui aggrapparsi quando non hai voglia di fare gli sforzi necessari per raggiungere gli obiettivi prefissi.

Il piano B, per definizione, è sempre un po’ meno bello, meno comodo, meno opportuno del piano A. Non è la soluzione che preferiamo, ma è quella che ci può salvare in caso di reale necessità.

Ecco perché non concordo con chi dice che il piano B è una scusa e ti distrae dall’obiettivo. È semplicemente una strada nuova per arrivare dove volevi arrivare. Forse più lunga, forse meno esaltante. Ma pur sempre una strada percorribile.

E ne sono ancora più convinta ripensando ai viaggi nello spazio: in missioni che costano milioni e in cui rischiano la vita delle persone, nulla può essere lasciato al caso. Bisogna massimizzare la probabilità di riuscita del progetto, prevedendo anche l’imprevedibile. E considerando diverse alternative in caso qualcosa si metta male.

Nella vita succede sempre. Piccole o grandi tragedie ci travolgono regolarmente. E se anche il piano B saltasse?

Tutto sta nell’imparare ad aggiustare le vele nella tempesta, anziché aspettare che la tempesta passi, citando Ghandi.

Perché non si può sempre programmare tutto e te lo dice una che è MANIACA della programmazione. La parte più divertente e stimolante della vita è forse proprio la sua imprevedibilità.

Io ho imparato a lasciarmi sorprendere, seguire il flusso e improvvisare. E questo approccio può funzionare molto meglio di quello che pensi.

image via Picjumbo

Alcuni parlano di resilienza, che è quella capacità di accettare il cambiamento senza rimanerne schiacciati.

Ed è una capacità che si acquisisce nel tempo, proprio imparando ad elaborare le tragedie per trarne una forza nuova.

Vedi Apollo 13: nonostante avessero un piano B e, suppongo, anche un piano C, alla fine quello che li ha salvati è stato il grande ingegno umano – ode agli ingegneri – e la semplice arte dell’improvvisazione.

Conclusioni pratiche:

1. Il piano B è molto importante. Non trascurarlo, dedicaci la giusta attenzione e tienilo pronto in caso di necessità.

2. La resilienza, quella cosa che “ti piega ma non ti spezza” può migliorare notevolmente la tua vita.

3. La resilienza ti serve per mettere in atto il piano B, in caso di necessità.

4. Impara ad elaborare le situazioni difficili che ti capitano, trovando soluzioni nuove e assecondando, quando serve, il flusso della vita.

 

 

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