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Chi lavora con te è prezioso: valorizza i tuoi collaboratori

Motivare i tuoi dipendenti è uno dei passi fondamentali per avere un’attività di successo.

Purtroppo in Italia siamo spesso portati a pensare che quando un lavoratore trova un posto se lo debba tenere stretto. Io credo invece che sia il datore di lavoro a dover prima attrarre e poi tenersi ben stretto un buon lavoratore, che si impegna costantemente e che cerca di svolgere bene i compiti assegnatigli.

Facciamo un esempio: le nuove aziende, quelle che hanno un approccio più smart e innovativo verso i lavoratori, cercano di attrarre i migliori talenti e rendono allettante la loro offerta. Offrono ambienti di lavoro colorati, positivi. Includono nel contratto molti benefit.

Sanno che investire sulle persone garantirà loro una crescita costante e vantaggi rispetto ai competitor. Chi non vorrebbe avere nella propria squadra i migliori? Sembra evidente, no?

Eppure…Quante aziende italiane lo fanno? Pensa a quelle che conosci, con cui hai contatto diretto. Poche, vero?

Questo non vale solo nelle aziende, ma vale anche – o forse soprattutto – per le piccole realtà come la nostra, in cui un buon collaboratore è quello che sa fare di tutto un po’ e si presta a farlo.

Prova a pensarci: se hai mai assunto qualcuno, hai investito molto tempo per trovare una persona valida e in linea con te (e il tuo tempo ha un valore, non solo economico). Per far sì che questa persona diventasse autonoma nello svolgere le proprie mansioni, avrai dedicato tempo – di nuovo – ed energia. Pensi davvero che cambiare uno stagista ogni sei mesi ti costi di meno? Io non credo.

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C’è un però: qualsiasi persona, anche la più motivata, in assenza di stimoli tende a “sedersi”. Ora, il difficile sta proprio nel trovare un equilibrio tra un collaboratore competente, cioè che lavora in maniera continuativa con te, e la giusta motivazione che lo mantenga sempre attivo.

Ti propongo 7 consigli che arrivano dalla mia esperienza diretta sul campo per migliorare il tuo rapporto con i dipendenti e i collaboratori. Ho potuto verificare che funzionano davvero su centinaia di persone, perciò credo possano risultare utili anche a te.

 

 

  1. Non pretendere da un pesce che si arrampichi su un albero.

Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi uno stupido.  A.Einstein.

Se una persona non è portata per il contatto con gli altri, nonostante i suoi sforzi e l’impegno, non riuscirà mai ad eccellere come venditore. Al contrario, potrebbe essere un ottimo visual merchandiser o amministrativo.

Scopri la vocazione di una persona e sostienila.

 

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  1. Non perdere occasione per lodare un lavoro ben fatto

Così come fai notare un errore, dovresti anche sottolineare un successo.

Se una persona lavora bene, spesso si dà per scontato che sia solo il suo dovere. Certo che lo è. Però è gratificante sapere che chi lavora con te si accorga del tuo impegno e te lo dichiari.

Io credo fermamente nei complimenti sinceri e ho potuto riscontrare più volte che funzionano anche meglio degli incentivi economici.

E fidati che farà bene anche a te. Non essere mai avaro di complimenti!

 

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  1. Responsabilizza le persone

Una volta c’era una hostess che lavorava con noi da molto tempo. Brava, precisa, puntuale. Un’ottima risorsa. A un certo punto, ha iniziato a lavorare male, arrivare in ritardo, non rispettare le consegne. Abbiamo approfondito il discorso con lei e abbiamo scoperto che si stava annoiando. Non vedeva prospettive di crescita e il suo lavoro le risultava sempre uguale.

Anziché rimproverarla, abbiamo pensato di fare un esperimento: rendiamola responsabile della sua zona. Leghiamo i suoi risultati lavorativi a quelli di altre hostess e vediamo che succede.

È successo che non solo era tornata ai suoi standard eccellenti, ma ci aveva portato anche il gruppo di persone che lavoravano con lei.

Morale della favola?

Responsabilizzare un collaboratore funziona più di un “cazziatone”.

Se si sente responsabile della riuscita di un progetto (dal realizzare le vetrine al pubblicare contenuti sui social), il tuo collaboratore darà il massimo per dimostrarti di essere all’altezza.

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  1. Stimola il confronto e la discussione.

Puoi trarne grande vantaggio. Se non parli con i tuoi collaboratori, perdi molte buone occasioni di crescere tu e far migliorare loro. Chi lavora tutti i giorni rileva problemi a cui tu magari non fai più caso o con cui non ti scontri più.

E i problemi li risolvi solo se li conosci.

 

  1. Ascolta i consigli e accetta le critiche

Ok, lo so. Questa è la parte più difficile. Nessuno ama essere criticato, a maggior ragione se a farlo è un proprio dipendente. Lui è l’ultimo arrivato, che ne sa del culo che ti sei fatto per arrivare fino a qui. Non è preparato quanto te. È giovane e arrogante. È vecchio e fuori moda. Forse hai ragione.

MA… e qui c’è un MA grosso come una casa. Leggi con attenzione perché questo è importantissimo per cambiare davvero il tuo approccio alle critiche.

Una lamentela dovrebbe sempre mettere in moto il tuo senso critico.

“Che cosa ha spinto quella persona a dirmi che non ascolto/le mie vetrine sono brutte/il sito non serve a niente/è difficile vendere ai clienti?”

Chiediti sempre PERCHÉ una persona ti ha detto quello che ti ha detto. Magari era solo arrabbiato. Magari c’è dell’invidia o dell’incompetenza, ammettiamolo. Ma se l’ha detto, probabilmente un fondo di verità c’è.

Forse davvero le tue vetrine non sono un granché, forse non riesce a vendere perché non gli hai insegnato come gestire i clienti difficili (qui i miei consigli), forse non sempre ascolti quello che ha da dirti.

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E torniamo al punto sopra: i problemi li risolvi solo se li conosci. Le critiche dirette sono il modo migliore per conoscere un problema.

Ora, la parte di più difficile: annullare il lato emotivo e personale della faccenda. Quando si parla di rapporti tra persone, anche sul lavoro, è inevitabile che le nostre emozioni (siamo esseri umani, è normale) influenzino il nostro modo di pensare e le nostre azioni/reazioni.

Come fare?

Per prima cosa evita di rispondere immediatamente, prenditi del tempo per calmarti e ragionare lucidamente sulla critica.

Pensa che è lavoro, che il lavoro non sempre è bello e che la maggior parte delle discussioni nasce da incomprensioni.

Confrontati con persone esterne e di fiducia, cercando di esporre i fatti in maniera neutrale. Già solo questo sforzo ti aiuterà a ridimensionare la faccenda e a non prenderla troppo sul personale.

 

  1. Sii corretto e onesto

È inutile lamentarsi del fatto che i commessi rubino. Può succedere, ma se tu sei il primo a non applicare la correttezza creerai già un ambiente favorevole alla disonestà.

Certo, ci sarà sempre chi vuol fare il furbetto. Ma ho scoperto che l’impegno morale nei confronti di un collaboratore alle volte può essere molto efficace come deterrente.

Non ti dico di non controllare, eh! Ma se unisci delle verifiche semplici alla trasparenza del tuo operato, avrai vita molto più facile.

Così facendo crei una squadra e la sociologia ci insegna che i membri di una squadra tendono a essere fedeli tra loro.

Poi, questo non ti mette al sicuro al 100%, però è un bel passo avanti.

 

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  1. Fai in modo che i tuoi collaboratori siano orgogliosi di lavorare con te

Quando hai un capo figo, migliore di tutti gli altri, non resisti alla tentazione di farlo sapere a tutti i tuoi amici. Pensa al duplice vantaggio che ne trarresti: oltre ad avere dei collaboratori felici di venire a lavorare, creeresti anche un passaparola positivo intorno al tuo negozio/attività. Presupposto fondamentale per creare un brand! Non male, vero?

 

Non ti sto dicendo che sarà sempre tutto rose e fiori, nei rapporti tra le persone non lo è mai. Ma se applichi questi consigli fidati che andrà sempre meglio.

I rapporti sono fatti di alti e bassi. Sta a te cercare di farli crescere e migliorare ogni giorno, anche sul lavoro.

Che poi, se lavori in un ambiente positivo, sei più felice anche tu!

 

 

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